Esteri

La Germania invierà carri armati Leopard all’Ucraina, infine

Il governo tedesco ha annunciato che la Germania invierà carri armati da combattimento di tipo Leopard 2 all’Ucraina e consentirà ad altri paesi che possiedono i Leopard 2 di inviarli all’esercito ucraino. La decisione è stata presa dopo notevoli tentennamenti e polemiche, perché per settimane la Germania aveva esitato ad accettare l’invio dei carri armati, temendo di provocare eccessivamente la Russia. Alla fine, la decisione è stata accolta come una possibile svolta sul campo di battaglia nell’oriente ucraino, dove i potenti e versatili carri armati tedeschi potrebbero avere un effetto importante.

Contestualmente, anche il presidente americano Joe Biden dovrebbe annunciare mercoledì – o comunque in settimana, secondo i giornali americani – l’invio all’Ucraina di carri armati di tipo M1 Abrams. I due annunci sono collegati, perché secondo varie indiscrezioni giornalistiche, non confermate ufficialmente, il governo tedesco aveva posto come condizione all’invio dei Leopard che anche gli Stati Uniti inviassero all’Ucraina i loro carri armati.

Alla decisione tedesca di inviare i Leopard ha contribuito anche l’attivismo di alcuni stati dell’Europa dell’est, in particolare la Polonia, il cui governo nelle ultime settimane aveva fatto enormi pressioni sia per convincere la Germania a inviare i propri carri armati sia per fornire l’autorizzazione affinché la Polonia potesse inviare all’Ucraina i Leopard in dotazione al suo esercito. La Germania, che è produttrice dei Leopard e li esporta in vari paesi, da contratto ha il diritto di veto se un paese che ha comprato i Leopard, come la Polonia, vuole cederli a un paese terzo, come l’Ucraina. Il governo polacco nelle ultime settimane ha insistito moltissimo sulla possibilità di inviare i Leopard in Ucraina, tanto che il primo ministro Mateusz Morawiecki aveva detto perfino che li avrebbe mandati anche senza il consenso tedesco, mettendo in imbarazzo il cancelliere Scholz.

A quel punto, tra le pressioni polacche e la decisione americana di inviare gli Abrams, era diventato molto difficile per la Germania continuare a negare l’invio dei Leopard, e il governo tedesco è stato costretto a cedere.

È ancora difficile prevedere quali effetti l’invio dei carri armati Leopard e Abrams avrà sul fronte in Ucraina. Molto dipenderà da quanti mezzi saranno inviati e da quanto rapidamente riusciranno a essere messi in attività dall’esercito ucraino: questo significa che ai tempi di invio dei mezzi dovranno aggiungersi anche i tempi di addestramento del personale (piloti, equipaggio meccanici), la fornitura dei pezzi di ricambio e la messa a punto delle attività logistiche di rifornimento e cambio delle munizioni.

Secondo un comunicato del governo tedesco, la Germania invierà inizialmente 14 Leopard 2 all’Ucraina, a cui si aggiungeranno i carri armati inviati dalle forniture di altri paesi. È ormai probabile che la Polonia invierà i propri Leopard, ma si è parlato anche di Finlandia e Danimarca. I paesi europei che hanno in dotazione carri armati Leopard nei propri eserciti sono più di dieci. L’esercito tedesco si occuperà anche dell’addestramento del personale ucraino.

Secondo le indiscrezioni pubblicate dai giornali americani, gli Stati Uniti dovrebbero inviare una trentina di carri armati M1 Abrams all’Ucraina. Prima che siano utilizzabili dall’esercito ucraino, però, potrebbe volerci tempo: si parla di molti mesi, o addirittura di anni. Tempi così lunghi sono dettati dalle difficoltà di trasporto ma anche dalla difficoltà dell’addestramento del personale e dalla necessità di mettere a punto tutti gli aspetti logistici per fare in modo che gli Abrams possano operare al meglio. Tra le altre cose, al contrario dei Leopard che usano un motore diesel, gli Abrams usano un motore a turbina che ha prestazioni migliori ma richiede molto più carburante, e questo rende necessario che siano risolti problemi di approvvigionamento e rifornimento.

Oltre a Germania, Polonia e a breve Stati Uniti, anche il governo del Regno Unito ha da poco autorizzato l’invio di 14 carri armati Challenger 2 in Ucraina.

La speranza dell’esercito ucraino è che una parte consistente dei carri armati occidentali riesca ad arrivare e a essere utilizzabile entro la primavera, quando molti analisti prevedono che l’Ucraina tenterà una nuova offensiva contro le forze di occupazione della Russia.

Come ha spiegato su Repubblica Daniele Raineri, nelle prime fasi della guerra sia russi sia ucraini avevano combattuto con vecchi carri armati di epoca sovietica, ma via via che questi mezzi erano stati distrutti o resi inutilizzabili l’esercito russo aveva cominciato a inviare in Ucraina mezzi più moderni e potenti, i carri armati T-90. Il risultato, hanno detto i soldati ucraini a Raineri, è che «per battere un carro russo T-90 (…) ci vogliono almeno “tre carri dei nostri”». I Leopard tedeschi, gli Abrams americani e i Challenger britannici riuscirebbero a colmare questo divario di potenza militare, e anzi consentirebbero agli ucraini di avere carri armati superiori a quelli dei russi.

Il New York Times ha intervistato Robert B. Abrams, un generale americano in pensione il cui padre, Creighton Abrams, diede il nome ai carri armati omonimi. Abrams ha detto che rispetto ai carri armati russi, quelli americani sono notevolmente superiori: «Li faranno a pezzi. Potranno bucare qualunque cosa».

LINK ORIGINALE

Fonte:https://www.ilpost.it/, Pubblicato il:

Related Articles

Back to top button