Cultura

La lotta all’emergenza climatica inizia avendo fiducia nel futuro

Stiamo attraversando tempi bui. Ci sono conflitti armati in molte aree del mondo, discriminazioni razziali e religiose, crimini d’odio, attacchi terroristici, uno slancio politico verso l’estrema destra che alimenta manifestazioni e proteste che troppo spesso diventano violente. Il divario fra ricchi e poveri si sta ampliando, fomenta rabbia e inquietudine. La democrazia è sotto attacco in molti paesi. Oltre a tutto ciò, la pandemia di Covid-19 ha causato tante sofferenze e tante morti, perdite di lavoro e caos economico in tutto il mondo. E la crisi climatica, temporaneamente relegata sullo sfondo, è una minaccia ancora più grande per il nostro futuro – anzi, per ogni forma di vita sulla Terra così come la conosciamo.

Il cambiamento climatico non è qualcosa che potrebbe colpirci in futuro, ma ci colpisce adesso con l’alterazione delle condizioni meteorologiche in tutto il mondo: ghiacciai che si sciolgono; il livello del mare che si alza; e uragani, tornado e tifoni dalla forza catastrofica. Ci sono inondazioni tremende, periodi di siccità più lunghi e incendi devastanti che imperversano in tutto il globo. Per la prima volta sono stati rilevati incendi nel Circolo polare artico.

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Probabilmente la domanda che mi viene posta più spesso è questa: credi davvero che ci sia speranza per il mondo? Per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti? E posso rispondere in tutta onestà: sì. Credo ci sia ancora una finestra di tempo nella quale possiamo iniziare a guarire le ferite che abbiamo inflitto al pianeta; ma quella finestra si sta chiudendo. Se ci interessa il futuro dei nostri figli e dei loro figli, se ci interessa il benessere della natura dobbiamo unirci ed entrare in azione. Ora. Prima che sia troppo tardi. Che cos’è questa “speranza” in cui continuo a credere, che mi dà la forza di andare avanti a battermi per la giusta causa? Che cosa intendo davvero con “speranza”?

La speranza spesso è fraintesa. La gente pensa che si tratti semplicemente di false illusioni passive: spero che qualcosa accada ma non intendo avervi nulla a che fare. In realtà questo è il contrario della vera speranza, che richiede azione e impegno. In molti sono al corrente dello stato disastroso del nostro pianeta: ma non fanno nulla perché si sentono impotenti e sconfortati. Ecco perché questo libro è così importante, perché spero (!) possa aiutare gli altri a realizzare che le loro azioni, per quanto piccole possano sembrare, faranno davvero la differenza. L’effetto cumulativo di migliaia di gesti etici può aiutare a salvare e migliorare il mondo per le generazioni future. E perché mai perdere tempo ad agire se non si spera veramente di poter fare la differenza?

Le mie ragioni per sperare in questi tempi bui diventeranno più chiare in questo libro, ma per ora lasciatemi dire che senza speranza, tutto è perduto. È un tratto di sopravvivenza cruciale che ha sorretto la specie umana dai tempi dei nostri antenati dell’Età della Pietra. Senza alcun dubbio il mio improbabile percorso sarebbe stato impossibile se mi fosse mancata la speranza.

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La speranza è contagiosa. Le vostre azioni ispireranno gli altri. Il mio più sincero desiderio è che questo libro possa aiutarvi a trovare conforto in tempi di angoscia, un senso in tempi di incertezza, coraggio in tempi di timore.

Da “Il libro della speranza” di Jane Goodall e Douglas Adams, Bompiani, 272 pagine, 20 euro

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Fonte:https://www.linkiesta.it/, Pubblicato il:

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