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L’Ue e il flop della transizione verde. Slitta l’addio a diesel e benzina

Auto, l’Ue rimanda tutto. “Impossibile rispettare il termine del 2026”

La crisi energetica costringe l’Ue a rimandare la data di addio per le auto a benzina e diesel. Troppo ravvicinato nel tempo quel vecchio termine fissato al 2026. Dopo una serie di rinvii, il 9 novembre la Commissione europea – si legge sul Messaggero – presenterà la nuova normativa Euro 7 che si applicherà alle vetture immatricolate a partire dal 2026, ma le regole saranno molto più morbide delle attese, e non seguiranno le rigide raccomandazioni formulate dal gruppo di esperti indipendenti che consiglia Bruxelles. Era evidente che non serviva accalorarsi tanto per scadenze a così lunga gittata (2035) in quanto, se c’è necessità, possono essere sempre aggiustate. In realtà, come sapevano bene i costruttori e gli addetti ai lavori, il definitivo pensionamento dei motori termici non era stato schedulato per la metà del prossimo decennio, ma ben una decina d’anni prima.

L’esecutivo Ue, – prosegue il Messaggero – secondo alcune anticipazioni citate dal portale Politico Europe, avrebbe deciso di fare un passo indietro e alleggerire la portata del giro di vite, di fatto allineare i requisiti dell’Euro 7 – proposta in cantiere da 4 anni – a quelli del già esistente Euro 6, in vigore dal 2014, così da non pesare sulle tasche di produttori e consumatori. Il contesto geo-economico dominato dalla guerra russa in Ucraina, da un’inflazione record infiammata dai costi dell’energia e delle materie prime e dalle strozzatura nelle forniture globali “sta mettendo sotto una pressione senza precedenti la filiera automobilistica e sta generando problemi di accessibilità alle auto per i consumatori“.


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Fonte:https://www.affaritaliani.it/, Pubblicato il:

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