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Guida alla Mostra del cinema di Venezia

Inizia mercoledì la 79ª edizione della Mostra del cinema di Venezia, che dopo due anni torna a svolgersi senza restrizioni e con le sale nuovamente a piena capienza. Questa edizione cade a novant’anni dalla prima, che si svolse all’Hotel Excelsior del Lido dal 6 al 21 agosto 1932. Il centro della Mostra è ancora lì, tra il Palazzo del Cinema, con le sale principali e l’area esterna del red carpet, e il Palazzo del Casinò, oltre alle varie sedi distaccate al Lido, a Venezia e nelle isole della laguna. I vincitori saranno annunciati nella cerimonia conclusiva di sabato 10 settembre.

I film in programmazione sono 68, 23 dei quali in concorso per i premi principali: il Leone d’oro al miglior film, i Leoni d’Argento dati alla miglior regia e come premio della giuria, le coppe Volpi alle migliori interpretazioni maschili e femminili, e il Premio speciale della giuria. Diciotto saranno invece i film della sezione Orizzonti, categoria che premia «i film rappresentativi di nuove tendenze», a cui parteciperanno tra le altre Penelope Cruz, vincitrice della Coppa Volpi l’anno scorso, con il film En los márgenes, e Isabelle Huppert, che recita in La syndicaliste.

La giuria, presieduta dall’attrice americana Julianne Moore, sarà composta dal regista argentino Mariano Cohn, dall’attrice iraniana Leila Hatami, dai registi Leonardo Di Costanzo, Rodrigo Sorogoyen e Audrey Diwan — vincitrice dell’ultimo Leone d’oro con L’Événement— e dallo scrittore britannico di origine giapponese Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura nel 2017.

Alberto Barbera, direttore della Mostra, e Julianne Moore, presidente della giuria (Pascal Le Segretain/Getty Images)

Tra i film in concorso, Rumore bianco (White Noise) di Noah Baumbach, con Adam Driver e Greta Gerwig, aprirà il festival il 31 agosto ed entro la fine dell’anno sarà poi distribuito da Netflix. Il signore delle formiche di Gianni Amelio, con Luigi Lo Cascio ed Elio Germano, ricostruisce il discusso processo per plagio al poeta Aldo Braibanti alla fine degli anni Sessanta italiani. Blonde di Andrew Dominik, altra produzione Netflix, è tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates e ripercorre la vita di Marilyn Monroe, interpretata da Ana de Armas.

Darren Aronosfky ritorna a Venezia dopo cinque anni con The Whale, in cui Brendan Fraser interpreta un insegnante inglese affetto da una grave forma di obesità. Dopo i grandi successi ottenuti tra il 2014 e il 2015 ritorna anche il regista messicano Alejandro Iñárritu, con una produzione ispanica: Bardo (titolo completo Bardo, falsa crónica de unas cuantas verdades), a cui ha lavorato per cinque anni.

Florian Zeller, regista francese premio Oscar per la miglior sceneggiatura con The Father, sarà in concorso con The Son, dramma familiare in cui recitano Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby e Anthony Hopkins (che era anche protagonista di The Father). In Tàr, terzo film di Todd Field, Cate Blanchett interpreta la prima donna direttrice di una delle più importanti orchestre sinfoniche tedesche; The Banshees of Inisherin racconta invece la fine dell’amicizia tra due uomini — Colin Farrell e Brendan Gleeson — su una remota isola al largo delle coste irlandesi.

Cate Blanchett, presidente della giuria nel 2020 (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Oltre a Gianni Amelio, i registi italiani in concorso saranno quattro. Luca Guadagnino con Bones and All, dove recitano Timothée Chalamet, Mark Rylance e Chloë Sevigny; Emanuele Crialese con L’immensità, secondo film di Penelope Cruz in questa edizione; Andrea Pallaoro con Monica e Susana Nicchiarelli con Chiara.

Concludono i film in concorso Athena di Romain Gavras, The Eternal Daughter di Joanna Hogg, con Tilda Swinton, il documentario sulla vita della fotografa americana Nan Goldin All the Beauty and the Bloodshed, e poi Argentina, 1985 sulla storia dei procuratori che indagarono sui crimini commessi dalla dittatura militare argentina, Un couple di Frederick Wiseman, le produzioni francesi Les enfants des autres, Les miens e Saint Omer, dell’esordiente Alice Diop, e due film iraniani: Gli orsi non esistono di Jafar Panahi, arrestato e condannato lo scorso luglio per propaganda contro il regime, e Oltre il muro di Vahid Jalilvand.

Timothée Chalamet e Denis Villeneuve arrivano a Venezia per la prima di Dune nel 2021 (Marc Piasecki/Getty Images)

Verranno poi presentati fuori concorso dieci film, tra cui Don’t Worry Darling di Olivia Wilde, con Florence Pugh e Harry Styles; La chiamata del cielo, film postumo del regista sudcoreano Kim Ki-duk, Leone d’oro nel 2012 morto due anni fa, Siccità di Paolo Virzì e Dead For a Dollar di Walter Hill, già premiato con il Cartier Glory per il suo contributo al cinema contemporaneo.

Fuori concorso ci saranno anche le due serie televisive di Lars von Trier e Nicolas Winding Refn, Riget Exodus e Copenhagen Cowboy, e nove documentari, tra cui quello sui viaggi di Papa Francesco, di Gianfranco Rosi, quello sull’energia nucleare di Oliver Stone, due sull’Ucraina e Gli ultimi giorni dell’umanità di Enrico Ghezzi.

Sono previste infine altre categorie secondarie, fuori concorso o parti di sezioni autonome parallele, come Venezia Classics e Venice Immersive, che sull’Isola del Lazzaretto propone opera in realtà aumentata. All’interno della Settimana internazionale della critica e delle Giornate degli autori verrano proiettati Padre Pio di Abel Ferrara, in cui recita Shia LaBeouf, e The Listener, film di Steve Buscemi che chiuderà la programmazione del festival.

– Leggi anche: Quest’anno alla Biennale di Venezia

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Fonte:https://www.ilpost.it/, Pubblicato il:

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