Scienza e tecnologia

Si può conservare l'idrogeno in polvere?

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Un team di ricercatori australiano sostiene di aver trovato un modo per conservare l’idrogeno e altri gas in modo sicuro, ecologico ed energeticamente efficiente: gli autori dello studio, pubblicato su Materials Today, illustrano l’invenzione sulla rivista The Conversation, spiegando in dettaglio il procedimento che prevede la conservazione del gas in forma solida.

Come funziona. L’ingrediente chiave del nuovo metodo australiano è la polvere di nitruro di boro: questa sostanza viene posizionata all’interno di un mulino a biglie – una specie di macinino con sfere di acciaio inox all’interno – insieme ai gas che deve separare e catturare. Mano a mano che il mulino gira, la collisione tra le biglie di acciaio e la polvere di nitruro di boro scatena una reazione meccano-chimica che fa sì che un gas venga assorbito dalla polvere: c’è sempre un gas che viene assorbito prima degli altri, perciò dopo averlo separato si può togliere dal mulino e continuare il procedimento con quelli che rimangono.

Il mulino a biglie riesce a separare 1000 litri di gas al secondo consumando circa 77Kw – più o meno la quantità di energia che impiega un veicolo elettrico medio per percorrere 320 km.
© Rusch, Heather, creator

I vantaggi. Questo metodo permetterebbe di conservare e trasportare l’idrogeno in modo sicuro e più economico: attualmente lo stoccaggio di idrogeno è infatti molto costoso in termini di energia poiché il gas, per essere separato dall’aria, dev’essere sottoposto a distillazione criogenica – un complesso passaggio che si svolge a basse temperature ed alta pressione. Il nuovo metodo, che non crea rifiuti né richiede l’uso di sostanze chimiche aggressive, ridurrebbe il consumo di energia fino al 90%, poiché per recuperare l’idrogeno basterebbe riscaldare sottovuoto la polvere di nitruro di boro, che può essere poi riutilizzata fino a 50 volte.

Record di stoccaggio. Il metodo dei ricercatori australiani permette di conservare una quantità 18 volte superiore di acetilene rispetto al massimo attuale.

© Oleksiy Mark | Shutterstock

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Qualcosa da migliorare. Affinché il procedimento sia scalabile, i ricercatori devono migliorare il funzionamento del mulino a biglie: «È un punto debole del sistema, poiché se si creano delle reazioni chimiche troppo forti le molecole di gas vengono distrutte», spiegano gli autori, che mirano inoltre a massimizzare le capacità di stoccaggio del mulino. I ricercatori si dicono però convinti che, con il sostegno del settore industriale, il sistema potrà essere presto implementato su larga scala, favorendo il passaggio a un’energia pulita e l’abbandono del carbone.

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