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La “guerra del whisky” sta per finire

I governi di Danimarca e Canada hanno raggiunto un accordo ufficiale per la spartizione dell’isola di Hans, un pezzo di roccia larga poco più di un chilometro quadrato nel Mar Glaciale Artico. Da quasi cinquant’anni i due paesi se la contendevano e la reclamavano con delle piccole trovate diventate poi note come la “guerra del whisky”. Martedì, come anticipato da tempo, hanno messo fine a questa piccola disputa dividendo l’isola più o meno a metà. Se come ci si aspetta il parlamento danese approverà l’accordo, al termine delle varie procedure richieste circa il 60 per cento di isola andrà alla Danimarca e la parte restante al Canada, che in questo modo avrà un confine di terra con una nazione europea, e non più soltanto con gli Stati Uniti.

L’isola di Hans si trova esattamente al centro dello stretto di Nares, che divide la Groenlandia dall’Isola di Ellesmere, la punta settentrionale del territorio canadese. Fa parte del piccolo arcipelago delle Isole Regina Elisabetta ed è inabitabile. La Danimarca ne reclamava la sovranità per averla scoperta a metà dell’Ottocento e perché la riteneva (come il resto dell’arcipelago) geologicamente parte della Groenlandia, suo possedimento fin dagli inizi dell’Ottocento. Il Canada invece non riconosceva la scoperta danese e la riteneva geologicamente parte del suo territorio settentrionale.

La disputa è durata cinquant’anni — da quando fu tracciato il confine nello stretto di Nares — anche perché, ai sensi del diritto internazionale, l’isola poteva essere reclamata da entrambi i paesi in quanto lontana meno di 12 miglia da entrambe le sponde, ossia il limite stabilito generalmente per le acque territoriali. Fino a poco tempo fa, questa disputa trovava sfogo in piccoli gesti di scherno: quando i marinai danesi o canadesi passavano da quelle parti, issavano ogni volta la loro bandiera e lasciavano sul posto bottiglie di whisky canadese o di schnapps danese. Per questi motivi i ministri degli Esteri dei due paesi si sono scambiati simbolicamente due bottiglie alla firma degli accordi.

Nonostante sia un isolotto roccioso e inabitabile, entrambi i paesi non volevano privarsi della sua potenziale utilità strategica, sia per quanto riguarda le rotte di navigazione verso il Polo Nord sia per eventuali diritti di estrazione mineraria e di idrocarburi, anche se la profondità dei fondali e la presenza di iceberg rende tuttora improbabile attività estrattive in quella zona dello stretto di Nares.

– Leggi anche: Il whisky accelerato

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Fonte:https://www.ilpost.it/, Pubblicato il:

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