Scienza e tecnologia

L’app che aiuta a scoprire nuovi libri

Oltre che un posto dove guardare film e serie tv e ascoltare musica, le piattaforme di streaming sono anche uno strumento per scoprire cose, proposte da un algoritmo in base a quello che abbiamo già guardato o ascoltato. Nel caso di Netflix si scherza spesso su come cercare contenuti sia diventata una forma di intrattenimento in sé, che spesso non si conclude nemmeno con la visione di qualcosa. Negli Stati Uniti una nuova app sta cercando di farlo con i libri, ricreando online il piacere di aggirarsi in libreria in cerca di qualcosa di nuovo da leggere.

Il modo migliore di trovare un libro da comprare è ancora la libreria fisica: girando per gli scaffali ci si può fare incuriosire dalle copertine, dalle trame e dai consigli – molto personali – dei librai. Finora non si è riusciti a riprodurre questa esperienza online dove, come ha spiegato il New York Times, «i lettori cliccano con facilità su qualcosa che sanno di volere, ma scoprono più difficilmente qualcosa di nuovo». È un problema non solo per i lettori curiosi ma anche per le case editrici che fanno più fatica a vendere online libri di autori emergenti o poco famosi.

Negli Stati Uniti è stata inventata una nuova app di e-commerce, Tertulia, per rimediare a questo problema: combinando il contributo di redattori umani e dell’intelligenza artificiale, aggrega tutte le recensioni di blog, canali YouTube, podcast e account su TikTok, Twitter o Instagram che parlano di libri, per creare consigli personalizzati che guidino nell’acquisto. Il sito e la app di Tertulia esistono già ma non sono ancora attivi: sui canali social c’è scritto genericamente che lo diventeranno in estate.

Tertulia realizzerà ogni giorno una lista personalizzata con cinque libri consigliati non sulla base delle vendite, come fanno molti giornali pubblicando le classifiche, ma sulla base delle indicazioni date dall’utente (per esempio sui generi che preferisce) e su quello di cui si parla online, senza distinzione tra grandi classici della letteratura, ultime novità o libri dimenticati e di nicchia. In breve, come ha scritto il New York Times, prende le molte conversazioni sui libri che si trovano sparse online e le trasforma in elenchi facilmente comprensibili per gli utenti.

I creatori di Tertulia hanno raccontato che il loro scopo iniziale era spostare l’attenzione dai best seller e consigliare libri solo sulla base delle opinioni di alcuni esperti selezionati. Poi l’idea si è trasformata in qualcosa di più ambizioso: fare una sintesi di “tutte” le conversazioni online sui libri.

Il vero scopo di Tertulia è competere con altri grossi e-commerce di libri. Il servizio di aggregazione di recensioni e consigli è infatti un modo per attrarre utenti sulla propria app e guidarli nell’acquisto, senza dover produrre contenuti propri ma usando quelli fatti da altri. Le recensioni di libri online sono uno dei format più diffusi sui social network (anche su quelli meno “intellettuali” come TikTok) e molti influencer ripagano il proprio lavoro di creazione di contenuti usando i link di affiliazione, che permettono di ottenere una piccola percentuale ogni volta che un loro follower compra un libro che consigliano. Gli influencer, ovviamente, potrebbero aver qualcosa da ridire su un e-commerce che sfrutta i loro contenuti e le loro opinioni per vendere libri.

Tertulia, inoltre, dovrà essere in grado di scremare tra le recensioni “autentiche” che si trovano online e quelle sponsorizzate dalle case editrici, che sempre di più investono in campagne di marketing con influencer e creatori di contenuti. Anche online, insomma, non è sempre detto che prevalgano le logiche spontanee del passaparola, e non è così facile sfuggire ai bestseller e agli effetti delle grosse campagne pubblicitarie (o dei potenti algoritmi delle app).

Infine, è probabile che non siano molti i lettori abbastanza appassionati da decidere di scaricare una app dove cercare attivamente i libri da comprare, soprattutto perché molti fruiscono già passivamente delle recensioni e delle liste che vengono pubblicate in grandi quantità sui vari social network.

Negli ultimi anni ci sono state diverse app e piattaforme nate per offrire servizi simili a quello di Tertulia: il New York Times cita Bookfinity, che fa compilare a ogni utente un sondaggio e poi gli assegna una categoria sulla base della quale suggerisce i titoli, Booqsi, che si propone come alternativa a Goodreads (la piattaforma di recensioni e consigli di libri comprata da Amazon nel 2013), e Copper, una app che mette in comunicazione gli autori con i lettori. A parte Goodreads, nessuna di queste ha mai avuto davvero successo: alcuni professionisti del settore hanno detto al New York Times che non è da escludere che Tertulia ce la farà, se però riuscirà a diventare un aggregatore di consigli intelligenti che vadano «oltre il solito sistema di valutazione da una a cinque stelle».

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Fonte:https://www.ilpost.it/, Pubblicato il:

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