Politica

Spettacolo, più tutele per i lavoratori: al Senato il primo via libera all'indennità di discontinuità

I lavoratori del mondo dello spettacolo oggi avranno la risposta alle richieste avanzate durante la pandemia. Nel pomeriggio, infatti, l’Aula del Senato dovrebbe dare l’ok al disegno di legge delega che istituisce l’indennità di discontinuità per gli operatori dell’intero settore. Una svolta importante, chiesta a gran voce dagli artisti che durante i mesi di chiusura erano scesi in piazza per chiedere al governo nuove forme di protezione che dessero una risposta alle condizioni di precarietà accentuate della pandemia.Il testo, una volta ottenuto il via libera da Palazzo Madama, approderà alla Camera per il sì definitivo. Dopodiché la palla passerà al governo che, entro 12 mesi dall’entrata in vigore, dovrà predisporre i decreti legislativi con cui verranno stabiliti tempi e modalità di attuazione, compresi gli importi del reddito. Oggi, salvo imprevisti, l’approvazione non dovrebbe incontrare troppe difficoltà. La legge, proposta dai ministri del Pd Andrea Orlando e Dario Franceschini, lo scorso 4 maggio aveva ottenuto il via libera all’unanimità dalla commissione Lavoro e Cultura del Senato. Solo Fratelli d’Italia aveva sollevato alcune perplessità, bollando il testo come “insufficiente”. Alla vigilia della votazione Nunzia Catalfo, relatrice del provvedimento insieme a Roberto Rampi del Pd, parla di “una vera rivoluzione per il settore dello spettacolo. Parliamo di un sostegno economico per i periodi di inattività, che riconosce i tempi di preparazione, formazione e studio quali parti integranti dei tempi di lavoro effettivo”.

Cosa prevede il testo nel dettaglio

La novità più importante riguarda l’istituzione dell’indennità di discontinuità, una sorta di reddito che punta a ‘coprire’ i lavoratori dello spettacolo nei momenti di inattività o durante il periodo di studio e formazione. Tutte circostanze essenziali nelle professioni artistiche che, allo stato attuale, non consentono agli operatori del settore di percepire un reddito stabile o di versare i contributi previdenziali in maniera continuativa. Spetterà al governo, una volta approvata la legge, definire l’importo e quali categorie avranno diritto ad accedervi. Non a caso il testo prevede anche l’istituzione presso il ministero della Cultura di un registro unico dei lavoratori che operano nel mondo dello spettacolo. Sempre al Mibact verrà istituito un tavolo permanente per monitorare la situazione del settore e favorire il dialogo trai vari operatori. Viene istituito, inoltre, il “Sistema nazionale a rete degli osservatori dello spettacolo”, con il fine di – si legge nel testo – «provvedere alla promozione e al coordinamento delle attività degli osservatori istituiti dalle regioni con finalità analoghe» e di «favorire l’integrazione di studi, ricerche e iniziative scientifiche in tema di promozione dello spettacolo». Infine attraverso un emendamento del Movimento 5 stelle, firmato da Michela Montevecchi, il testo stabilirà il riconoscimento giuridico degli spazi che ospitano musica dal vivo, i cosiddetti Live Club.

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