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Tim, Labriola: “Non ci sono solo Kkr e Cvc”

Pietro Labriola, ceo di Tim

Tim, Labriola: molti fondi interessati ai nostri asset L’appuntamento da segnare sul calendario è quello del 7 luglio quando Tim presenterà al mercato il suo piano di valorizzazione degli asset dell’azienda. Intanto però il ceo Pietro Labriola, in call con gli analisti per presentare i conti del trimestre, ha chiarito diversi punti rimasti ancora in sospeso. In primis, il tema delle offerte dei fondi potenzialmente interessati all’ex-Sip. L’offerta di Kkr è nota (11 miliardi totali, 0,505 euro per azione, anche se la trattativa, iniziata a novembre, sembra ormai su un binario morto). Cvc, il fondo che ha ceduto recentemente Sisal, sembrerebbe poter essere della partita. E poi anche Macquarie, fondo australiano sempre più radicato nel nostro territorio dopo essere entrato nella cordata che ha rilevato Autostrade per l’Italia da Atlantia. Ci sono anche altri nomi, come quello di Apollo. Ordinario gossip finanziario, naturalmente. Come ha ricordato lo stesso Labriola. Nel sottolineare che il piano che Tim sta incontrando interesse, il ceo evidenzia come il gruppo sia aperto “a collaborare con qualsiasi investitore industriale o finanziario, avendo però definito qual è il nostro percorso; è fondamentale incastrare le attività con qualsiasi fondo definita la nostra strategia di gioco che presenteremo ai primi di luglio” spiega. “Vogliamo evitare che siano gli interessi di singoli fondi a determinare il nostro piano; noi vogliamo definire un piano che ottimizza al massimo gli asset della nostra azienda e poi verificare i partner che hanno il maggior fitting con nostro piano” chiarisce il manager.

Rete unica: è la volta buona?

Nella discussione con Cdp per arrivare a un mou per unire gli assetti delle reti di Open fiber e Tim “sono ottimista sul fatto che si possa chiudere abbastanza rapidamente, in qualche giorno” ha aggiunto Labriola. “C’è stato qualche ritardo” spiega precisando che non si è trattato di “problemi, attriti; si tratta di un progetto di una complessità unica, in cui siamo tra i primi al mondo” ad andare in questa direzione e che è in corso la verifica “della convergenza di interessi di tutti gli stakeholder“.

E sulla possibilità che il fondo Kkr, indispettito dal protrarsi delle trattative, si metta di traverso sul prosieguo della trattative, Labriola ha tenuto a precisare che “è tutto nell’ambito delle dinamiche più classiche in un contesto quale quello esistente dove Kkr è socio di minoranza al 37,5% di Fibercop e quindi noi stiamo cercando di portare con noi durante queste discussioni Kkr”, sottolinea. Labriola osserva anche come “il nda (non disclosure agreement n.d.r.) tra le parti era aperto alla possibilità di partecipazione di terzi soggetti perché stiamo parlando di due reti” che hanno dei soci “Macquarie in Open fiber e Kkr in Fibercop che sono parti che potrebbero essere messe al tavolo”. Poiché “faranno parte del disegno finale portarli al tavolo fin dall’inizio può facilitare le discussioni” sottolinea l’ad.

Dazn, lo sconto è vicino

Con Dazn “stiamo negoziando; sono abbastanza positivo ma non entro nel dettaglio”. Così l’Ad di Tim Pietro Labriola sul filo della scaramanzia (“never say never”) commenta la rinegoziazione dell’intesa con Dazn sui diritti di trasmissione delle partite di serie A. Tim aveva concordato il versamento di 340 milioni di euro nelle casse di Dazn, ma il numero di abbonati a Timvision è stato inferiore alle previsioni. Per questo nei giorni scorsi si erano intensificate le voci di un possibile taglio della cifra di circa un terzo.

L’obiettivo è individuare percorsi per ridurre il debito

“Il nostro obiettivo è individuare percorsi che portino a ridurre il livello del debito” ha chiosato Labriola. La riduzione del debito “degli ultimi tre anni – ha ricordato – si è sviluppata su tre componenti: la prima è il contributo da parte del Brasile, che quest’anno è stato rallentato con l’acquisizione di Oi; poi buona parte era assorbito dalla vendita di asset, prima Inwit, poi Fibercop; e infine la componente domestica”. Su questo fronte “già l’anno scorso, si vede un chiaro trend di deterioramento delle sue performance non economiche ma finanziarie, che hanno cominciato a impattare: quello che stiamo vedendo é di tornare a generare a livello domestico una contribuzione rispetto al deleverage“.

Elio Schiavo nominato Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer

Tim ha informato oggi che Elio Schiavo entrerà a far parte del Gruppo come Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer dal prossimo 16 maggio. La nuova funzione Chief Enterprise and Innovative Solutions Office, che è stata costituita in sintonia con il processo di riorganizzazione avviato in seguito alla presentazione del nuovo piano industriale, ha l’obiettivo di ampliare il modello di offerta per la clientela Enterprise, integrando soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate (connettività, Cloud, IoT e digital payments) e valorizzando pienamente l’unicità e le competenze degli asset di Gruppo. Al Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer, faranno riferimento il Chief Enterprise Market Officer e, nell’ambito dell’applicazione del Regolamento di Gruppo, le digital companies Olivetti e Noovle, mentre Telsy opererà in coordinamento con la nuova funzione.

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Fonte:https://www.affaritaliani.it/, Pubblicato il:

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