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Nuova polemica sulla frase di Orsini: “Meglio i bambini che vivono nella dittatura che sotto le bombe”. Rai3 si dissocia

Un’altra teoria, un’altra polemica. Il protagonista è sempre lo stesso: Alessandro Orsini. Come anche la trasmissione: Cartabianca su Rai3 condotta da Bianca Berlinguer. Questa volta a scatenare le proteste – sui social e a piazza Mazzini – è stata una nuova frase del direttore e fondatore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss sui bimbi vittime della guerra in Ucraina (a pochi giorni dal massacro di Bucha). “Io non ragiono in un’ottica politica ma umanitaria. Preferirei vedere i bambini crescere in una dittatura che morire per le bombe sganciate in nome della democrazia. Anche nelle dittature un bambino può essere felice”, il commento di Orsini. Che ultimamente è diventato tra gli ospiti fissi di molti salotti tv – Cartabianca in primis -, e ha alimentato spesso polemiche sostenendo anche frasi pro-Russia, dalla vittoria e conquista inevitabile per Putin del Donbass (“Questa è una guerra persa in partenza. O noi diamo a Putin quello che vuole o lui se lo prende lo stesso”) all’ecatombe nucleare.

Questa volta però Rai3 si dissocia dalle parole del docente della Luiss. Il direttore Franco Di Mare le ha definite “affermazioni riprovevoli, assolutamente incondivisibili, di cui il professor Orsini si assume naturalmente la responsabilità: è superfluo dire che Rai3 prende le distanze. Ma quello che è avvenuto è la dimostrazione che ormai il talk è un modello da ripensare, se il risultato cercato è unicamente quello dell’effettaccio a tutti i costi, magari nel tentativo di aumentare di mezzo punto lo share. Lungo questa china – conclude Di Mare – si può rischiare di arrivare a mettere a confronto la testimonianza di un sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti con l’opinione di un negazionista, in osservanza a un’idea distorta e malata del pluralismo delle posizioni”.

Orsini nel suo passaggio sui bambini ieri ha poi aggiunto: “Per quanto sia innamorato della civiltà liberale e abbia sempre promosso i valori del liberalismo – ha precisato – per me la vita umana, la vita dei bambini, è più importante della democrazia e della libertà, anche perché un bambino anche in una dittatura può essere felice, perché un bambino può vivere dell’amore della famiglia”. Parole riprese e criticate sui social: “Caro Orsini dipende dalla scala di valori che uno possiede, per alcuni la vita non ha un senso senza libertà”, scrive un utente su Twitter. “I bambini avrebbero il diritto alla felicità a prescindere. In ogni caso se Orsini ritiene si trasferisca pure. Ps. E questo qui dovremmo pure pagarlo per andare ogni sera in tv?”, il commento di Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna.

Su Facebook, oggi Orsini è tornato sulle parole pronunciate la sera prima. “È sfiancante, ma provo ugualmente ad arginare. Ieri sera a Carta Bianca non ho detto che voglio che i bambini vivano sotto una dittatura. Questo è assolutamente falso. Ho detto che preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che sotto le bombe per esportare la democrazia occidentale. Ho poi aggiunto che un bambino può essere felice sotto una dittatura, ma non può esserlo sotto le bombe. In sintesi, preferisco che i bambini vivano in democrazia. Ma se l’alternativa è tra le bombe democratiche sulla testa dei bambini e la dittatura, che però assicura la pace sociale, preferisco, per i bambini e non per me, la dittatura – spiega il professore della Luiss – Questo non toglie che sarei pronto a combattere per difendere la democrazia italiana. Certi salti logici sono soltanto distorsioni e strumentalizzazioni. Il fatto che non voglia la guerra per i bambini siriani non implica logicamente che non sarei disposto a battermi per difendere la democrazia contro un invasore o che io non apprezzi i partigiani italiani che hanno combattuto contro il nazi-fascismo”.

Insomma, un altro caso scoppia in Rai legato sempre a Orsini. La scorsa settimana a scontrarsi in diretta con il docente della Luiss è stato Vittorio Emanuele Parsi, accademico di relazioni internazionali che, collegato da casa, in disaccordo con le parole di Orsini, ha subito minacciato di chiudere il collegamento. E così ha fatto: dopo l’ennesimo attacco di Orsini (“Non hai detto nulla, stai facendo una figuraccia. Hai fatto un intervento da saccente, non hai nulla da dire”), Parsi ha risposto con una risata per poi replicare: “Volevo evitare proprio questo, volevo evitare di fare da cassa di risonanza a questa buffonate”. E la videochiamata si è interrotta.

Ma le proteste in Rai sono iniziate proprio per la partecipazione di Orsini nel programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer, che ha deciso di arruolare il sociologo come ospite fisso per almeno sei puntate con un compenso intorno ai 2mila euro a puntata. Il contratto da 12mila euro è stato poi cancellato, dopo l’indignazione e le polemiche sollevate, comprese quelle del Pd.

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