Economia

Def: Pil al 3,1%, deficit confermato al 5,6 Taglio delle accise esteso fino al 2/05

DEF: spazio in deficit nel 2022 per oltre 9 miliardi, senza scostamento

Crescita del Pil programmatico fissata al 3,1% (dal precedente 4,7%) e deficit confermato al 5,6%: sono i numeri che compaiono nella bozza del Def, che Affaritaliani.it pubblica in versione integrale. Il Documento di Economia e Finanza è oggi sul tavolo prima della cabina di regia e poi del Consiglio dei ministri.

Uno spazio in deficit nel 2022 per oltre 9 miliardi, senza scostamento: e’ quello previsto nella bozza del Documento di economia e finanza. Nel Def il governo stima infatti il deficit tendenziale per quest’anno al 5,1%, che viene pero’ confermato al 5,6% nello scenario programmatico, senza prevedere scostamento rispetto alle ultime previsioni gia’ approvate dal Parlamento.

Ammontano a circa 5 miliardi le risorse a disposizione per garantire nuovi aiuti all’economia. Degli oltre 9 miliardi di spazio in deficit, 4,5 sono infatti gia’ stati utilizzati per ridurre l’impatto degli aumenti delle bollette.

Debito che prosegue nel suo percorso di riduzione nei prossimi anni: nello scenario programmatico indicato nella bozza del Def, infatti, il debito viene rivisto leggermente al rialzo nel 2021, al 150,8%, per effetto della revisione del Pil nominale effettuata dall’Istat. Per quest’anno e’ previsto poi in calo di 4 punti, al 146,8%, per scendere al 145% nel 2023, al 143,2% nel 2024 e al 141,2% nel 2025.

Il nuovo decreto con gli aiuti all’economia, da finalizzare ad aprile avra’ un impatto sul Pil di 0,2 punti nel 2022 e 0,1 nel 2023 e per prima cosa ripristinera’ i 4,5 miliardi usati nel dl bollette. Lo si legge nella bozza del Def in cui si indicano anche altri “quattro ordini di interventi” a cui destinare i restanti “5 miliardi”: contenimento dei prezzi di carburanti ed energia, aumento dei fondi per “coprire l’incremento dei prezzi delle opere pubbliche”; aumento dei fonti “per le garanzie sul credito”, altre misure “per assistere i profughi ucraini e per alleviare l’impatto economico del conflitto sulle aziende italiane”.

Se la Russia bloccasse l’export di gas e petrolio da adesso a fine 2023, i prezzi energetici salirebbero con un impatto sul Pil di 0,8 punti percentuali nel 2022 e 1,1 punti nel 2023. E l’occupazione calerebbe di 0,6 punti quest’anno e 0,7 nel 2023. In uno scenario peggiore, ovvero se vi fosse lo stop russo all’energia e l’Italia non riuscisse a diversificare gli approvvigionamenti come programmato, considerando anche “la quota parte di consumi di gas da razionare”, l’impatto sul Pil sarebbe di 2,3 punti nel 2022 e 1,9 nel 2023. L’occupazione sarebbe piu’ bassa di 1,3 punti quest’anno e 1,2 nel 2023.

Sono 19 i ddl collegati alla prossima manovra secondo quanto si legge nella bozza del Def. Nell’elenco spunta un ddl di delega per “l’aggiornamento della fascia anagrafica di riferimento delle politiche giovanili nonche’ misure per la promozione dell’autonomia e dell’emancipazione dei giovani”. Tra gli altri provvedimenti collegati ci sono la riforma del fisco, la concorrenza, le misure sull’attuazione dell’autonomia differenziata e il riordino del settore dei giochi.

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Fonte:https://www.affaritaliani.it/, Pubblicato il:

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