Attualità

Fino al 30 aprile il prezzo della benzina sarà più basso

Venerdì il governo ha approvato un decreto per abbassare il prezzo della benzina, che scenderà di 25 centesimi al litro dall’entrata in vigore del provvedimento fino al 30 aprile. Il taglio ai prezzi è stato finanziato con la cosiddetta accisa mobile, un meccanismo introdotto nel 2008 quando, a fronte di una significativa crescita del prezzo del petrolio, il governo stabilì che le accise sarebbero diminuite per compensare le maggiori entrate dell’IVA.

In sostanza, grazie all’aumento dei prezzi del petrolio il governo ha ottenuto un gettito extra da 500 milioni di euro di IVA, che utilizzerà per abbassare l’accisa. L’accisa è un’imposta che riguarda la quantità di prodotto (cioè di carburante) venduto e non il valore, e rimane invariata all’aumentare dei prezzi.

I prezzi di benzina e gasolio sono aumentati nelle ultime settimane a causa di numerosi fattori legati anche alla ripresa dopo la fase più acuta della pandemia. In quasi tutti i distributori italiani è stata superata la soglia di 2 euro al litro sia per la benzina, sia per il gasolio.

L’invasione militare dell’Ucraina da parte della Russia ha portato a ulteriori complicazioni, con nuovi aumenti e forti oscillazioni dei prezzi sui mercati, anche a causa di alcune attività speculative che si verificano spesso nelle fasi di alta instabilità internazionale. Le responsabilità di interventi speculativi sui mercati era stata sostenuta in particolare dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che aveva definito l’andamento del prezzo dei carburanti una «colossale truffa fatta alle spese delle imprese e dei cittadini».

In realtà ci sono molte ragioni che spiegano l’aumento dei prezzi: una delle cause è l’andamento del prezzo del Brent, il petrolio estratto nel Mare del Nord che serve da riferimento per la maggior parte dei prezzi mondiali. Ma a incidere è anche l’effetto del cambio tra euro e dollaro, penalizzante per la moneta europea.

L’intervento sulle accise è il più immediato e di fatto l’unico possibile per il governo. Un’altra misura di sostegno riguarda i buoni benzina ceduti dalle aziende ai lavoratori: per il 2022 non saranno considerati nel reddito.

Venerdì inoltre il governo ha approvato nuovi bonus fiscali per mitigare l’aumento dei prezzi dell’energia, e misure di sostegno alle imprese.

Related Articles

Back to top button